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La loro dignità doveva però elevarsi al punto
che già nell'Impero Romano e poi in modo definitivo nel
Rinascimento, venissero scambiati in dono tra i nobili.
Il "cane delle dame", come sono stati
battezzati gli esemplari delle tre razze Bichon, ha girato le
corti d'Europa tra le braccia dei potenti. Nel suo intento
di scaldare e deliziare dame e cavalieri il nostro cane,
con quel suo sguardo nobile e disinteressato, si è lasciato
ritrarre da pittori come Tiziano e Goya.
In questo modo il Bolognese ha raggiunto la
lontana Russia dove, sul finire del '700, ha trovato l'affetto
di Caterina II la Grande.
Con il declino dell'Aristocrazia, questo suo
stretto legame con essa ha rischiato però di segnarne l'estinzione.
Nel '900 alcuni allevatori in terra d'Italia
hanno intuito il pericolo e hanno fatto della loro passione una
missione: salvare il Bolognese e stabilizzarne la razza.
Ad oggi l'ENCI (Ente Nazionale della Cinofilia
Italiana) dichiara: "la popolazione si mantiene ancora
molto contenuta e, non potendo tra l'altro contare su un apporto
estraneo di sangue in quanto il Bolognese non è allevato all'estero, resta un cane raro". |